Intervista con Jean-Philippe Tschumi

8. ottobre 2019

Prima della partecipazione all’Eiger Ultra Trail (EUT), Jean-Philippe Tschumi era per molti uno sconosciuto, nonostante vantasse un palmarès con diverse vittorie di gare ultra e di trail. Da quando però l’atleta vodese si è imposto vincendo la 7ª edizione dell’EUT con la massima superiorità, lo conoscono tutti.

Come hai vissuto la “tua” giornata ai piedi della parete nord dell’Eiger? Puoi dirci più o meno la tua impressione della gara e le tue emozioni?

Sono arrivato a Grindelwald senza mettermi neçssuna pressione. Non c’era nessuno ad aspettarmi e io volevo solo disputare la mia gara gestendo bene lo sforzo e divertendomi. Mi sono sentito in forma sin dall’inizio. Avevo previsto di seguire il gruppo di testa fino a Wengen, quindi di accelerare sulla salita sotto Männlichen, cosa che ho fatto. Una volta davanti, poi, non resta che arrivare fino in fondo… Mi è rimasto un ottimo ricordo della gara.

Due settimane prima dell’EUT hai vinto la medaglia d’argento ai campionati svizzeri di trail di Verbier su 73 km. Come ti alleni? 

Non ho un programma di allenamento. Ho cercato di seguirne uno all’inizio della stagione, ma è diventato una costrizione. A me piace invece crearmi il programma dell’uscita del giorno successivo la sera, prima di andare a dormire. Penso a quali vette, quali creste, quali sentieri percorrerò. Solo così mi viene voglia di indossare le scarpe da ginnastica il giorno dopo.

Nelle gare di resistenza di questo tipo, la mente e l’alimentazione svolgono un ruolo preponderante. Cosa ti passa di solito per la testa quando corri? Qual è la tua strategia di rifornimento?

Una delle più grandi scoperte che ho fatto quando ho iniziato questo sport è stata quella riguardante il mio corpo. Prima di allora lo ascoltavo poco ed era la testa che decideva tutto, mentre lui subiva. Ora credo che le due cose siano intrinsecamente legate. Quando il mio corpo dice di no, è difficile accettarlo, ma sto imparando… La mia mente è rilassata, perché mi piace quello che faccio, non ho problemi, tranne il mio approccio alla vittoria.

L’alimentazione è fondamentale, è l’essenza di tutto. All’inizio non mangiavo per niente bene e questo mi ha messo più di una volta in difficoltà. Ora che rispetto pienamente il programma di alimentazione, non ho più sorprese. Bisogna essere rigidi e non deviare dal programma, altrimenti è l’inizio della fine.

Sempre più corridori vorrebbero partecipare a una gara di ultra trail per una volta nella vita. Quali tre suggerimenti dai a chi vorrebbe affrontare questa sfida?

  • Innanzitutto consiglio di farlo, naturalmente.
  • Poi di avere completa fiducia nel proprio corpo (a livello mentale e fisico) perché ha risorse che non si possono nemmeno immaginare.
  • Di partire molto in fretta… No, scherzo :-) Di scacciare sistematicamente i pensieri negativi della mente.

Hai un qualche segreto che ci puoi rivelare? 

Oh, in realtà non ho segreti. Cerco di fare le cose nel modo più naturale e semplice possibile. Oh sì, un consiglio: il brodo ai punti di ristoro è una gran cosa!