Intervista con Fabian Anrig

1. febbraio 2018

Fabian Anrig ha vinto il titolo di campione svizzero nella sua prima maratona in assoluto. Dopo una prima metà in sordina, l’insegnante di scuola primaria si è distinto nella seconda parte del percorso.

Fino a pochi anni fa partecipavi ancora a gare di mountain bike e alla fine di ottobre hai vinto il titolo di campione svizzero di maratona. Quali sono stati i motivi per appendere la bici al chiodo e passare invece alla corsa?

Sin da bambino, prima di scoprire il ciclismo, ho partecipato con successo a gare di corsa. Da adolescente mi mancava però un po’ lo slancio, quindi, tramite mio fratello, mi sono avvicinato alla mountain bike. Per qualche anno facemmo gare di cross country e poi di downhill ed enduro. Ogni tanto andavamo a fare jogging come allenamento alternativo. Durante gli studi per diventare insegnante di scuola primaria, mi specializzai nelle materie sportive. Il programma prevedeva che come compito partecipassimo a una gara di resistenza. Così mi venne per la prima volta l’idea di correre una maratona. Decisi però di partecipare prima a una mezza maratona e così nel 2014 vinsi, dopo una preparazione di tre mesi, la Corsa di primavera dei Grigioni. La gara aveva risvegliato il mio entusiasmo e da allora la maratona è rimasta un’idea fissa.

A Lucerna hai percorso per la prima volta i 42,2 km. Come è stata per te la maratona? 

La mia prima maratona rimane per me un’esperienza fantastica. Ho pensato che fosse durissima e sono rimasto sorpreso di scoprire che non era così, probabilmente perché avevo suddiviso la gara molto bene. Grazie al mio allenatore, non sono partito troppo rapidamente e non mi sono fatto influenzare dagli altri concorrenti, che nella prima metà erano davanti a me. Così sono riuscito a tenere il mio ritmo fino alla fine e sono rimasto solo, in testa alla corsa, a partire dal km 25. La sfida più grande è stata probabilmente convivere con un doloretto alla coscia sinistra, che è iniziato più o meno al 30 km. Speravo che non si trasformasse in un crampo. Dato che avevo un vantaggio abbastanza grande, ho deciso di non forzare inutilmente e rischiare lesioni. Sono andato sul sicuro e ho cercato di continuare a tenere un passo fluido ed economico. Ho fatto un buon lavoro e sono riuscito a vincere la gara. Se non avessi provato quel dolore, avrei anche potuto fare meglio.

 

Puoi spiegarci qual è la tua filosofia di allenamento? Come è stata la tua preparazione?

La più grande differenza rispetto all’allenamento per la mezza maratona o per i 10 km sono probabilmente le cosiddette long run, ovvero le corse lunghe tra i 30 e i 36 km, con un ritmo di circa 3:50 min/km. Io ne ho fatte sei nella preparazione per la maratona. Per fortuna, la mia fidanzata di solito mi accompagnava in bicicletta, così ho potuto anche testare l’alimentazione. Ho trascorso le vacanze autunnali a Maiorca, dove ho dato gli ultimi ritocchi alla preparazione per la SwissCityMarathon. Un ritiro di allenamento nel sud dell’Europa mi dà però sempre una sensazione di vacanza, quindi dopo gli allenamenti mi sono rilassato sulla spiaggia, ho preso un po’ di sole, mi sono goduto il caffè e la buona cucina. Io subordino molte cose allo sport, ma il divertimento e il piacere devono sempre essere preponderanti, altrimenti la cosa per me non funziona.

Nella tua vita devi conciliare la professione di insegnante e l’allenamento. Quali sono tuoi migliori consigli per trovare l’equilibrio e diventare sempre più veloci?

Devo fare buon uso del mio tempo, il che non significa che imbottisco tutto il tempo libero con un allenamento dopo l’altro. Se avessi fatto così, sarei già bruciato. Cerco di trovare un buon compromesso tra lavoro, allenamento e recupero e sono consapevole del fatto che anche i massaggi o un pomeriggio trascorso pigramente sul divano devono trovare posto nella mia vita. Faccio anche regolarmente la sauna e mi godo momenti di pace e tranquillità. 

Hai un qualche segreto particolare che ci puoi rivelare? Un consiglio di allenamento, alimentazione o rigenerazione?

A chi vuole avanzare nell’allenamento, posso solo consigliare di farsi guidare da un allenatore esperto. All’inizio facevo tutto da solo, investivo innumerevoli ore per esplorare i migliori metodi di allenamento. Da quando invece ho dei piani di allenamento su misura per le mie esigenze, ho sperimentato il sollievo di seguire semplicemente il piano senza dovermi studiare cosa fare e quando farlo. Nonostante il piano preordinato, però, penso che sia molto importante saper ascoltare se stessi per distinguere i momenti in cui ci si può allenare e quelli in cui invece conviene tirare il freno a mano. Ultimamente ho imparato che il corpo a volte può sopportare molto più di quanto si pensi.

 

 

Foto: ZVG